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Ingresso

Lo spazio d'ingresso introduce subito il visitatore nelle antiche atmosfere dell'abitazione medievale, lasciando intravedere la corte interna con il pozzo.
A sinistra, la scala che portava al piano superiore, ricostruita da Nello Bemporad nella sua collocazione originaria.
Il san Cristoforo, a lato del portale d'entrata, costituisce una frequente raffigurazione in edifici privati per la sua funzione protettiva (nella stessa collocazione in prossimità dell'uscita compare anche a Palazzo Davanzati a Firenze o in Palazzo Beni a Gubbio): era diffusa la credenza che il santo evitasse ai devoti la mala mors, ovvero la morte improvvisa che, impedendo l'ultima confessione, destinava l'anima alla dannazione eterna.


ASPETTI ARTISTICI

Il carattere illusivo delle pitture - l'imitazione di materiali (stoffe, arazzi e, in questo caso, il marmo) o di spazi aperti su una natura rigogliosa - costituisce l'elemento che accomuna tutti gli ambienti del palazzo. Nel corridoio d'ingresso la decorazione della volta, con gigli dorati su campo azzurro, e le pareti a specchiature marmoree furono realizzate e successivamente ritoccate col lavoro di diverse maestranze: inizialmente Bartolomeo di Bertozzo col compagno Angelo e successivamente il pittore Arrigo di Niccolò.

La lunetta dipinta con il Cristo benedicente, che sormonta la porta d'ingresso della camera delle due letta, è stata recentemente riferita su base stilistica a Tommaso del Mazza. Questo pittore, che già lavorò per Francesco Datini tra il marzo e l'ottobre del 1384, venne contattato nel 1391, insieme al suo compagno Niccolò di Pietro Gerini, per la realizzazione del tabernacolo posto all'angolo del giardino (il cui originale, oggi sostituito da una copia, si conserva al Museo di Pittura Murale di San Domenico).
Un'improvvisa malattia, tuttavia, obbligò Tommaso a rinunciare all'incarico che venne pertanto assolto dal compagno nell'agosto del 1391.
Per questo motivo e per la totale mancanza di documenti analoghi a quelli rintracciati per gli altri maestri, la presenza di Tommaso del Mazza a Prato è da sempre scartata. In realtà sappiamo che il pittore prese parte alle trattative con il mercante nel luglio del 1391 e proprio la mancanza di menzione della lunetta nei dettagliati resoconti può avallare la proposta attributiva.
Il san Cristoforo, venne iniziato da Niccolò di Pietro Gerini nel 1391, e in sostanza ne riflette lo stile; fu portato a termine da collaboratori nel gennaio del 1394.


Testo tratto da “PALAZZO DATINI A PRATO - Una casa fatta per durare mille anni”, per info acquisti scrivere a info@museocasadatini.it