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Il restauro di Nello Bemporad

L'intervento dell'architetto Nello Bemporad, eseguito tra il 1954 e il 1958, consistette sostanzialmente nel consolidamento delle murature e nella demolizione di quegli elementi che, pur avendo nei secoli frazionato la casa del mercante, non avevano rovinato la struttura e la composizione originaria degli spazi; il recupero fu reso possibile anche grazie allo studio del plantario settecentesco e dei rilievi realizzati prima dei lavori di restauro.

Inoltre Bemporad si occupò del ripristino della scala nell'androne, di fronte al san Cristoforo, intervento agevolato dall'individuazione dell'inizio e della fine dell'antica scala, e del rifacimento dei due ballatoi che affacciavano sulla corte, seguendo le originarie tracce scoperte sulle murature.

Venne ritrovato il pavimento in cocciopesto della camera delle due Letta e venne ricostruito nella parte fuori terra il pozzo della corte, scoperto sotto il piano di calpestio ottocentesco; furono inoltre ripristinate le originarie finestre ad arco del primo piano e lasciati a vista antichi elementi murari in pietra e mattoni e le imbotti delle finestre originali.

Contemporaneamente venne realizzato anche il recupero dell'apparato pittorico. Al restauratore Leonetto Tintori furono affidate le pitture esterne: fermò il colore sollevato sull'intonaco più consistente, eseguì il restauro pittorico e montò su telai le sinopie delle scene e altre parti a rischio conservativo, oggi collocate all'interno del palazzo e sostituite sulle facciate da copie.

Il restauratore Giuseppe Rosi si occupò dell'apparato pittorico interno: rimosse lo strato di calce presente su quasi tutte le pitture, tranne che sul san Cristoforo e sul Cristo benedicente, e si adoperò nel consolidamento e nel restauro pittorico.
Vennero inoltre riportati in luce i motivi decorativi dei soffitti lignei del primo piano.


Testo tratto da “PALAZZO DATINI A PRATO - Una casa fatta per durare mille anni”, per info acquisti scrivere a info@museocasadatini.it