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Gli ultimi lavori prima della morte del mercante

Progressivamente Francesco Datini acquistò le proprietà contigue al nucleo originario della sua abitazione, incorporandole successivamente fino a costruire un vero palazzo signorile.
Nel 1392 comprava da Falcuccio di Nerugio una casetta adiacente che utilizzò come stalla; nel 1407 acquistò da Michele di Falcuccio un'altra casetta immediatamente attigua.
Il mercante era così divenuto proprietario dell'intero isolato, di cui facevano parte anche una casa con forno e stufa, ristrutturata nel 1389/91.

Fra il 1407 e la morte i lavori ripresero sull'area adiacente la “casa grande”, con la costruzione di due canali da vino, e la realizzazione di nuovi ambienti accanto a quelli originari del primo piano (oggi occupati dall'Archivio di stato); negli inventari del 1411 compaiono una saletta della casa nuova, una camera grande sopra il canale, una camera dove si fa il pane e una camera della fante.
Nel 1399, e dunque prima degli ultimi interventi, Datini aveva stimato che il palazzo, il fondaco e il giardino fossero costati complessivamente oltre 6.000 fiorini.


Testo tratto da “PALAZZO DATINI A PRATO - Una casa fatta per durare mille anni”, per info acquisti scrivere a info@museocasadatini.it